
E' stata un successo la "prima" del nuovo Premio Mario e Giuseppe Francese - Spazio Scuola che si è tenuto il 15 maggio scorso al cinema De Seta, presso i Cantieri culturali della Zisa, a Palermo, alla presenza di oltre 400 studenti. Ha convinto e suscitato apprezzamento la nuova formula sganciata dal Premio Mario e Giuseppe Francese riservato ai giornalisti, la cui XXVII edizione si è svolta il 6 febbraio scorso.
Soddisfatto il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia Concetto Mannisi. “Il Premio Francese – ha detto – è un appuntamento con la memoria importante per tutti noi giornalisti siciliani, ma anche per chi, ancora più semplicemente, in queste terra vive. Anche per questo abbiamo voluto sdoppiare le date: quella di febbraio dedicata al lavoro giornalistico e quella di maggio per seminare il germe della conoscenza e della necessità di schierarsi contro la mafia, a favore della verità, anche fra le giovani generazioni. Ai ragazzi abbiamo voluto dare più spazio, un'occasione di incontro e di confronto. Vedere il Cinema De Seta pieno di studenti entusiasti, impegnati in maniera convinta nel trattare queste tematiche, ci ha riempito di gioia. Continueremo su questa strada e non escludiamo ulteriori novità per le prossime edizioni di questo nostro premio".
Partner dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia nell'organizzazione del Premio, che ha avuto il patrocinio dell'Ordine nazionale, il Comune di Palermo, rappresentato dall'assessore Ferrandelli, e il Giornale di Sicilia, presente con il direttore Marco Romano. Il coordinamento scuole è stato affidato all'Associazione Uomini del Colorado e a Libera Palermo, coordinamento tecnico di Nino Pillitteri dell'Associazione Uomini del Colorado, mentre la parte grafica è stata a cura di Danilo Li Muli.
Ad aggiudicarsi l'edizione di quest'anno Il Liceo Scientifico Belfiore di Mantova, con il cortometraggio "L'eredità dello sguardo-Il dovere di non distogliere gli occhi", regia di Emanuele Antonluigi Cristadoro, presente alla manifestazione. Quello realizzato dai ragazzi di Mantova è un lavoro introspettivo che gira intorno alla figura di Giuseppe Francese, evidenziando il suo impegno di ricerca di verità e giustizia. Il lavoro mette in parallelo il passato e quindi la memoria, con il presente che vede una recrudescenza dei fenomeni criminali in buona parte legata a tematiche giovanili. Un lavoro tecnicamente ben fatto, che invita i ragazzi di oggi a raccogliere il testimone di quanti nel passato non hanno mai distolto lo sguardo, pagando un prezzo altissimo.
Quello al Liceo Belfiore non è stato l'unico riconoscimento assegnato in questa circostanza. Un premio speciale è andato, infatti, al Liceo Meli di Palermo, capace di realizzare una vera e propria inchiesta giornalistica avente per oggetto l'aeroporto di Punta Raisi e intitolata “La memoria non va in prescrizione: storia di un aeroporto”.
A esaminare i lavori degli studenti è stata una commissione presieduta da Ivan Scinardo, direttore del Centro sperimentale di Cinematografia di Palermo, e composta da Salvo Palazzolo, inviato speciale de La Repubblica, Marina Turco, responsabile delle news di Tele Giornale di Sicilia, l'attore e regista Lollo Franco, nonché Silvia Francese, nipote di Mario, che ha affiancato anche la giornalista Rai Lidia Tilotta nella conduzione della manifestazione, aperta da un monologo scritto da Giulio Francese e proprio da sua figlia Silvia, che ha emozionato il pubblico presente.
Il momento centrale è stato rappresentato dal confronto tra la Procuratrice presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna e gli studenti che le hanno rivolto numerose domande, anche personali, cui la Procuratrice, molto colpita dall'attivismo e dall'entusiasmo degli studenti, non si è sottratta. Molte le domande sul protocollo "Liberi di scegliere", ovvero la decadenza della potestà genitoriale in famiglie legate alla mafia, per tutelare i figli. C'è chi ha chiesto se lo Stato investe abbastanza risorse per rieducare, creare opportunità di reinserimento lavorativo e sociale dei minori detenuti. Si è parlato anche di povertà educativa, di quali sono le difficoltà per convincere i giovani che delinquono a cambiare vita e ad affrontare la paura dell'ignoto. La Procuratrice ha risposto ai numerosi studenti che si sono confrontati con lei, parlando delle difficoltà, certo, ma anche del grande lavoro nel territorio dei suoi uffici, sottolineando che la repressione è certamente un momento importante ma da sola non basta, servono interventi preventivi ed educativi, serve una presenza dello Stato in zone private di luoghi di incontro, di strutture adeguate, di parchi giochi e impianti sportivi, dove i bambini crescono tra degrado e abbandono, facili prede delle gang criminali.
Ospiti speciali della manifestazione cui hanno partecipato anche il liceo classico Garibaldi di Palermo, l'Istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo, il liceo scientifico Galilei di Palermo, il liceo scientifico Benedetto Croce di Palermo, il liceo classico Empedocle di Agrigento, sono stati anche due istituti comprensivi, quello di Marineo, intitolato a Mario Francese e il Marconi di Palermo, di cui Mario Francese è stato il primo presidente del Consiglio d'istituto e che al giornalista assassinato ha intitolato lo scorso anno la succursale di Piazza De Gasperi.
Molto apprezzata per serietà e professionalità anche la presenza dei ragazzi dell'Istituto alberghiero Piazza, di Palermo, che impeccabili nelle loro divise, hanno assicurato un ottimo servizio di accoglienza.
