Un'edizione partecipata e vissuta in prima linea dagli studenti. Non si potrebbe dire diversamente in merito alla XXV edizione del Premio giornalistico Mario e Giuseppe Francese, che si è svolta nel giorno della ricorrenza della nascita (6 febbraio 1925, l'anno prossimo sarà il centenario) del giornalista ucciso dalla mafia nel 1979.
Il Premio Mario Francese è stato conferito a Lara Sirignano, cronista dell'Ansa. A Domenico Iannacone il Premio Giuseppe Francese, mentre al Liceo Sciascia-Fermi di Sant’Agata di Militello, è andato il premio Mario e Giuseppe Francese riservato alle scuole, per il cortometraggio La voce del futuro.
La cerimonia di premiazione è stata condotta da Lidia Tilotta, giornalista Rai del Tgr Sicilia.Lara Sirignano, giornalista ANSA, la prima a dare la notizia della cattura di Matteo Messina Denaro, ha parlato delle difficoltà vissute da chi esercita oggi la professione giornalistica, specie nel suo ambito di pertinenza, la cronaca giudiziaria: «L’accesso agli atti è sempre più ostacolato - ha detto la cronista dell'Ansa - Vengono posti paletti ai magistrati ma anche ai giornalisti, dietro l’alibi di valori sacrosanti - la presunzione di innocenza - che non si tutelano però provocando un’informazione annacquata”.
Molto applaudito e seguito dalla folla presente in sala l’intervento di Domenico Iannacone, vincitore del Premio Giuseppe Francese. «Con una narrazione che recupera la migliore tradizione del giornalismo italiano - la motivazione letta dal presidente della Commissione del premio, Gaetano Savatteri - esaltando echi che richiamano il cinema neorealista e l’inchiesta pasoliniana, Domenico Iannacone inserisce elementi  di comprensione umana al reportage sociale con una speciale attenzione alle latitudini meridionali del Paese».

«Combattete il vostro sogno», il messaggio di Iannacone agli studenti. Iannacone racconta il giornalismo vissuto come sfida, richiamando il tema dell’edizione di quest’anno del Premio, “Andare. Vedere. Raccontare. La sfida del giornalismo”, parla delle sue difficoltà iniziali, della marginalità. «La percezione di avere tutto contro, vi diranno di mollare. Ma siamo noi adulti che abbiamo perso il contatto con le giovani generazioni. È il mestiere di giornalista invece a chiederci il contatto con la realtà. E soprattutto è il mestiere di giornalista a chiederci onestà».
La manifestazione si è aperta col ricordo di Mario e Giuseppe Francese, e la presenza sul palco del giornalista Giulio Francese, figlio di Mario, fratello di Giuseppe, oggi consigliere nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Uno scritto di Mario Francese è stato letto da Lidia Tilotta in apertura, mentre è stato proiettato un documento unico,  un’intervista a Giuseppe Francese che rappresenta la sola testimonianza di un suo intervento pubblico. Un intervento in cui Giuseppe Francese, era il 2001, ricordava uno per uno i giornalisti siciliani uccisi dalla mafia. Un video che ha commosso la platea, come sottolineato dall'applauso spontaneo che i tanti studenti presenti in sala hanno voluto tributare alla memoria delle vittime.
Durante la manifestazione, è stato conferito il Premio Francese alla memoria di Andrea Purgatori. Ospite dell’edizione 2023-24 del Premio Francese è stato l’attore Edoardo Purgatori, figlio di Andrea, che ha dialogato col giornalista Felice Cavallaro. È stata sottolineata la pertinenza tra l’attività di Andrea Purgatori, il suo modo di intendere il giornalismo, e il tema dell’edizione di quest’anno. «Fare il giornalista-giornalista - secondo Edoardo Purgatori - implica il contatto umano. Bisogna guardare negli occhi gli interlocutori, cosa che mio padre ha fatto. Lui ha semplicemente raccontato i fatti. Non è facile quando si è soli e quando i riflettori non sono puntati sull’accaduto». 
Il concorso cinematografico che rappresenta la sezione del Premio Mario e Giuseppe Francese riservata alle scuole, è stata vinta dal Liceo Sciascia Fermi di Sant’Agata di Militello per il cortometraggio La voce del futuro. Riconoscimenti anche per le altre sette scuole finaliste, Archimede (Messina) per il video L’onorevole, l’uomo d’onore, l’onesto; Benedetto Croce (Palermo) per il video Il passo dell’onda; Calvino-Amico (Trapani) per il video Io sento, io vedo, io parlo; Danilo Dolci (Palermo) per il video L’opera dei pupi antimafia; Minutoli (Messina) per il video Verità di ieri e di oggi; Rosina Salvo (Trapani) per il video Il mestiere di giornalista tra ieri e oggi; Vittorio Emanuele III (Palermo) per il video Odio l’indifferenza. 
La Commissione che ha valutato i lavori, presieduta da Gaetano Savatteri e composta da Felice Cavallaro, Salvatore Cusimano, Silvia Francese, Roberto Gueli, Tiziana Martorana, Franco Nicastro, Nello Scavo e Lidia Tilotta, de La voce del futuro ha apprezzato l’approfondimento «sulla convivenza tra giornalismo e intelligenza artificiale». «La dignità di una notizia di fronte a clic e follower - si legge nelle motivazioni della Commissione - Interrogativi profondi sono al centro de La voce del futuro che affronta con maturità e una narrazione semplice il tema dell'intelligenza artificiale cogliendone potenzialità e limiti soprattutto nell'ambito del giornalismo oggi messo in difficoltà anche dal controverso mondo dei social».