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Colpo di scena al processo contro la “mafia della costa”

"m'hanno assassinato marito e figlio ma nessun avvocato vuole difendermi"

 

Maddalena Gambino: "Volevo costituirmi parte civile, poi m'hanno detto che la pratica era archiviata" – Sospesa l'udienza, la donna ha subito ottenuto l'assistenza di un legale

Le accuse e gli imputati:

Ecco le imputazioni e gli imputati:

Associazione per delinquere: Salvatore Ciriminna, Giuseppe Galatolo, Giuseppe Greco, Mario Alonzo, Gaetano Calista, Paolo Messina, Domenico, Vincenzo e Angelo Graziano, Salvatore Cocuzza, Guido De Santis.

Omicidio di Antonino Pedone (7 luglio 1975): furto di auto e detenzione e porto abusivo di armi; Ciriminna, Galatolo, Greco, Calista, Messina, Domenico e Vincenzo Graziano.

Tentata estorsione, danneggiamento, crollo edificio, detenzione materiale esplodente (24 luglio 1975): Calista Cocuzza, Angelo Graziano.

Omicidio di Lorenzo La Corte (1 novembre 1975): Ciriminna, Galatolo, Greco, Alonzo e Vincenzo Graziano.

Tentata estorsione Evangelista Politi, lesioni danneggiamento: Cocuzza e Angelo Graziano.

Prosciolti in istruttoria dagli omicidi e dall'associazione per delinquere con la formula dubitativa: Francesco, Giovanni e Ignazio Graziano.

Confusa tra la folla ha atteso che il presidente della seconda sezione della Corte di Assise terminasse la relazione dei fatti attribuiti ai "boss della costa". Quindi, all'ultimo momento, Maddalena Gambino, vedova di Angelo La Corte, assassinato al Bar del Viale e madre di Lorenzo La Corte, ucciso la sera del 1. novembre 1975, si è come catapultata verso il tavolo della presidenza: "Vorrei costituirmi parte civile – ha detto al dottor Carmelo Conti – per l'assassinio di mio figlio Lorenzo. Non so come fare. Avevo inoltrato istanza per il gratuito patrocinio, ma non ho ricevuto risposta; ho consultato alcuni avvocati, ma non ho trovato alcuno disposto a perorare la mia causa. L'istanza per il gratuito patrocinio l'avevo inoltrata nel luglio scorso. Mi è stato detto che ero stata convocata più volte. Io però non ne so niente. Stamane ho appreso che la pratica era stata archiviata".

Il pubblico ministero Luigi Croce ha chiesto una sospensione dell'udienza per accertamenti. Alla ripresa, si è appreso che Maddalena Gambino, per intervento del presidente dell'ordine degli avvocati, Biagio Bruno, era stata ammessa al gratuito patrocinio ed aveva avuto destinato, come patrono di parte civile, l'avv. Francesco Di Gangi, che è stato subito convocato in aula per ufficializzare la costituzione. Per l'altro omicidio del processo, quello di Antonino Pedone, di contro, non si è avuta alcuna costituzione di parte.

Questo il drammatico avvio, in un'aula gremita di publico, del processo alla cosiddetta "mafia della costa", cui oltre agli omicidi di Lorenzo La Corte e di Antonino Pedone, sono attribuiti i reati di associazione per delinquere aggravata dalla scorreria in armi, tentativi di estorsione ai costruttori Albanese e all'industriale Politi e una serie di danneggiamenti. Presenti in aula otto imputati (Ciriminna, Alonzo, Messina, Calista, Domenico, Vincenzo e Angelo Graziano e Salvatore Cocuzza). Due (Galatolo e Greco) sono latitanti e un terzo, Guido De Santis, non ha risposto all'appello. Il dodicesimo imputato, di sola falsa testimonianza e favoreggiamento, Vincenzo Guccione, non si è presentato.

La prima udienza, oltre che dalla costituzione di parte civile della madre di Lorenzo La Corte, è stata caratterizzata dalla relazione dei fatti del presidente Conti e dall'interrogatorio di uno solo degli imputati, Ciriminna, il quale si è protestato innocente da tutti i reati. Titolare di un'impresa portuale per gli imbarchi, gli sbarchi e i trasporti di merce, socio di un'azienda per la fornitura di ferro ai costruttori edili, Ciriminna, indicato come organizzatore e capo della "mafia della costa" ha detto al presidente: "Non so da dove viene questa montatura nei miei confronti. Mi trovo qui, probabilmente, per l'invidia di qualcuno in quanto ho fatto molta strada. Per quel che ho fatto, in altre regioni d'Italia mi avrebbero proposto per cavaliere del lavoro. Qui, invece, mi indicano come un delinquente".

L'indagine sui "boss della costa" prese avvio subito dopo l'assassinio di Lorenzo La Corte. La madre dell'ucciso, Maddalena Gambino, prima ancora dl riconoscimento dle cadavere del figlio, invitò il dott. Boris Giuliano della squadra mobile in casa sua, dove prelevò da dietro il vetro di un portafotografie un biglietto lasciatole dal figlio mesi prima di venire ucciso. La Gambino aggiunse che Lorenzo le aveva confidato che i nomi scritti nel biglietto erano di componenti di un'organizzazione mafiosa, di cui lui stesso faceva parte, e che da queste persone "si aspettava male". Pregò infine la madre di consegnare il biglietto alla squadra mobile se gli fosse accaduto qualcosa di grave. Successivamente, la polizia sequestrò in casa della Gambino un secondo messaggio del figlio Lorenzo: "Stasera Pino Greco e Nino La Rosa mi hanno dato l'impressione che mi abbiano saggiato per vedere se avessi qualche pistola addosso. Ciò forse perché ho detto chi ha ucciso mio padre".

Insieme al biglietto, furono trovate le foto di Nicola e Mariano Cancelliere, Giovanni Gambino, Giuseppe e Giovanni Orilio, Carlo Castagna. Foto di persone, secondo la madre, che Lorenzo La Corte sospettava come implicate nell'uccisione del padre Angelo, assassinato la sera del 24 dicembre 1974 dinanzi al Bar del Viale. Del gruppo, il fioraio Carlo Castagna è scomparso. Praticamente di lui si sono perdute le tracce quattro giorni dopo la uccisione di Angelo La Corte (28 dicembre 1974).

Questi biglietti ed altri elementi raccolti dalla squadra mobile e dai carabinieri (sequestro delle targhe dell'auto usata dai killer di Antonino Pedone nell'autorimessa di Vincenzo Graziano), oltre ad una serie di testimonianze, indussero il giudice istruttore Rocco Chinnici a rinviare a giudizio i "boss della costa".

Stamane si proseguirà con l'interrogatorio degli altri imputati che, com'è noto, in fase istruttoria, si protestarono tutti innocenti.

Giornale di Sicilia 14-04-1977

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