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I “terribili” precedenti del presunto ladro

I "terribili" precedenti del presunto ladro di calzini desunti da un comunicato della Procura della Repubblica

recidivo specifico: il marchio che Garofalo si porta addosso

 

Nel 1943 (la sua casa era distrutta dalle bombe) rubò un sacco di caffè agli americani per cambiarlo con qualche chilo di pasta

Più si scava nella vicenda di Giannino Garofalo, più aumenta l'amarezza per un fatto tanto assurdo: un uomo, padre di nove figli, arrestato sotto l'accusa di aver tentato di rubare in un grande magazzino un paio di calzini che nessuno gli ha trovato addosso. Giannino Garofalo è finito dentro – lo ha spiegato la Procura – perché ha precedenti penali specifici e c'è una legge, una vecchia legge che impone al giudice di non lasciare in libertà un uomo che è, come si continua a dire, un pregiudicato, che si porta addosso il marchio di colpe vecchie, forse anche lievi e per le quali ha già pagato. Giannino Garofalo è dunque per la legge un cittadino di serie B, un uomo che in nessun caso deve incontrarsi con la giustizia, perché altrimenti il giudice, clemente o giusto, è costretto a cacciarlo prima di tutto in galera. Aggiunge la Procura che Giannino Garofalo è stato pescato in flagranza e che è stato denunciato per rapina impropria. "I precedenti penali – dice la velina – lo indicano quale recidivo reiteratamente specifico nella consumazione di reati contro il patrimonio e che nella specie i precedenti accennati impongono obbligatoriamente l'emissione del mandato di cattura". Insomma, il giudice può avere temporeggiato per venti giorni, ma alla fine ha dovuto far tanto di cappello alla vecchia disposizione ancora in vigore nonostante le timide riforme giudiziarie e l'ordinamento democratico. Il giudice non ha scelta, né può avere opinioni: Giannino Garofalo, morto di fame cronico, padre di nove figli è come il più temuto dei gangster.

Il marittimo palermitano sarà comunque interrogato dal giudice istruttore Loris Leonardi, il 12 gennaio. Ne è stata data comunicazione al suo difensore l'avvocato Ludovico Corrao.

Ed eccoci all'altra svolta amara di questa incredibile vicenda: quali sono i precedenti di Giannino Garofalo? Eccoli, sono proprio specifici, ma quelli specifici di chi ha fame. Quattro anni di reclusione per un furto compiuto da ragazzo quando rimasto senza tetto per i bombardamenti del '43, sbandato e senza una lira, nella fame e nel disordine di quegli anni, rubò insieme con altri ragazzi un sacco di caffè a soldati americani. Garofalo con la sua parte andò a comprare pasta. Tre condanne per furto: una a otto, una a nove e una a undici mesi. Aveva rubato sabbia. Sissignori, sabbia allo Stato dal fondo del mare.

Questi sono i precedenti di Giannino Garofalo: a causa di queste "carte macchiate" è finito all'Ucciardone, cittadino in attesa di giudizio. "Tutte le riforme frammentarie fin qui emanate sia di diritto sostanziale che di diritto processuale hanno avuto una scarsa importanza e nessuna efficacia ai fini della necessaria trasformazione delle strutture, per il loro adeguamento alle nostre istituzioni democratiche e alle esigenze della vita sociale". Lo ha detto proprio ieri il procuratore generale della Corte Suprema di Cassazione, Guerrera.

Ma con questo si potranno sfamare i nove figli di Giannino Garofalo? Si potrà ricostruire la dignità di un uomo che è finito all'Ucciardone perché aveva le "carte macchiate"? Ma c'è di peggio: Giannino Garofalo, proprio per la recidiva, rischia teoricamente una pena che comporta anni di galera.

Giornale di Sicilia 9-1-1972

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