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Ieri ha ottenuto la libertà provvisoria

14 anni: 8 giorni di carcere per avere rubato quattro bottiglie di birra

 

Fuggito per l'ennesima volta da un collegio di Bagheria e ritornato nella natia Polizzi, Vincenzo P., 14 anni, figlio di un bracciante agricolo disoccupato, è stato arrestato per il furto di due bottiglie di birra e di due bottiglie di "Coca Cola". Ha ottenuto la libertà provvisoria dopo otto giorni di prigione nelle carceri per minori di via Malaspina. Ora è in attesa di giudizio. E il tutto per quasi mille lire.

Alla procura per i minorenni il caso viene ritenuto di ordinaria amministrazione. Sono decine e decine i ragazzi che, quasi quotidianamente, vanno a finire nelle carceri "Malaspina", a volte per un nonnulla. "Quando un ragazzo viene associato qui, in stato di arresto, ci viene sottolineato da responsabili della procura per i minorenni, non possiamo ignorare né il rapporto di denuncia né il fatto. Delle volte anche un furto di scarsissimo rilievo rivela, in un ragazzo, una tendenza a delinquere che va corretta. Senza dire che moltissimi minorenni, oggi, per pericolosità sociale, fanno la concorrenza ai delinquenti maggiori".

Nel caso di ragazzi incensurati, alla procura per i minorenni si affretta, generalmente, l'istruttoria sommaria e la si riduce all'indispensabile per consentire il rapido ritorno del minore nel suo ambiente.

E' stato proprio il caso di Vincenzo P. che, espletate le formalità strettamente indispensabili, ha ottenuto, dopo otto giorni di custodia preventiva (un piccolo castigo), la libertà provvisoria.

Vincenzo, un ragazzo irrequieto, è un po' l'assillo dei suoi genitori. Il padre, bracciante disoccupato e costretto a fare qualunque mestiere per sfamare la moglie e i tre figli, avrebbe voluto dare ai figli una istruzione, almeno quella media d'obbligo. Non ne ha i mezzi ed era riuscito a far ospitare Enzo, primogenito, in un collegio di Bagheria, dove il ragazzo frequenta la prima media. Ma Enzo non se la sente di stare in collegio. Da qui, le sue continue fughe e le sue frequenti improvvise comparizioni a Polizzi.

L'ultima fuga risale al 14 aprile scorso e, anche questa volta, i carabinieri dovettero interessarsi di lui. Ma quel mercoledì, purtroppo, oltre che per la fuga dal collegio, i carabinieri dovettero occuparsi di Vincenzo per un fatto più grave.

A Polizzi, Vincenzo incontrò un amico e "assetato" di libertà, cominciò a vagare per il paese. Alla fine, i due ragazzi decisero di forzare la porta del deposito di generi alimentari di Giuseppe Dolce. Si limitarono a prendere due birre e due "Coca Cola". Non furono, però, fortunati perché, notati dal proprietario, vennero inseguiti. Il Dolce riconobbe Vincenzo e sporse subito denuncia ai carabinieri nella speranza di recuperare le quattro bottiglie di bibite.

Rintracciato, Vincenzo fu portato in caserma ed ammise il furto. Fu perciò trasferito alle carceri di via Malaspina. Poi la procura ha dovuto attendere il rapporto, ha dovuto provvedere a citare i verbalizzanti di Polizzi e il proprietario del deposito. Il che ha richiesto, purtroppo, otto giorni. Alla fine, il sostituto procuratore dottoressa Morvillo ha immediatamente concesso la libertà provvisoria al ragazzo. Vincenzo, interrogato, non ha saputo dare una spiegazione del furto.

Giornale di Sicilia 24 aprile 1977

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