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Quell’omicidio non risolto di 22 anni fa

La Repubblica del 19 luglio 2000

 

Perché fu ucciso il vice pretore onorario di Prizzi? Ora c'è una pista...

Quell'omicidio non risolto di 22 anni fa

Giuseppe Francese

E' un freddo pomeriggio del 26 gennaio 1978. L'avvocato Ugo Triolo sta per rincasare nella sua abitazione di Via Cammarata , a Corleone. Ha appena premuto il bottone del citofono di casa, quando da dietro qualcuno lo chiama. Il professionista si volta: due killer lo fredano con nobve colpi di P38.

Moriva così Ugo Triolo; per quindici anni vice pretore onorario di Prizzi, uomo integerrimo che non aveva mai avuto riguardo per i boss.

Da quel lontano 26 gennaio 1978 non si sa più nulla di questo omicidio: dimenticato. Rimane uno dei pochi delitti eccellenti mai menzionati dai collaboratori di giustizia, con una sola eccezione. Il 6 aprile 1978 Giuseppe Di Cristina, mafioso di Riesi, faceva alcune rivelazioni al capitano dei carabinieri Pettinato; attribuì ai "corleonesi" il duplice agguato di Ficuzza in cui persero la vita il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e il suo amico Filippo Costa poi anche l'uccisione di Ugo Triolo: sarebbe stato assassinato perché non aveva voluto cedere ai mafiosi un suo terreno.

Per il duplice omicidio di Ficuzza si è giunti dopo tante vicissitudini giudiziarie e clamorosi depistagli, alla sentenza del 25 gennaio 1995. Per l'omicidio di Ugo Triolo è ancora buio fitto nelle indagini, che sono di competenza della procura di Caltanissetta.

Proviamo allora a svelare un mistero lungo più di vent'anni. Chi e perché voleva la cessione del fondo e soprattutto di quale fondo si tratta?

Ugo Triolo era proprietario di un vasto appezzamento di terra sito nel vallone San Clogero. Aveva chiesto e ottenuto la concessione trentennale, a partire dal 29 ottobre 1974 per la deviazione dell'acqua da due sorgenti della zona. Ma era arrivata l'opposizione del Consorzio di Bonifica Alto e Medio Belice. Le Acque di quel terreno avrebbero dovuto alimentare la diga di Piano Campo, progettata sin dagli anni Settanta e ma poi mai realizzata. E anche la diga Garcia usufruiva di quell'acqua .

Di recente, i pentiti hanno svelato ai magistrati di Palermo quali interessi dela mafia si celavano dietro il progetto per Piano Campo. Secondo Angelo Siino, l'ex ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra, il movente dell'omicidio delcolonellop Russo è da ricercare nelle indagini che l'alto ufficiale aveva svolto nella costruzione della diga Garcia e nel suo interessamento per far aggiudicare i lavori della costruzione della diga Piano Campo alla impresa Saibeb. Era sembrato quasi un affronto, una vera e propria onta per Riina e il clan dei corleonesi".

Balduccio Di Maggio ha aggiunto: "Riina stesso mi disse che dato che nella nostra zona non c'erano imprese in grado di concorrere a tale opera , l'unica soluzione possibile era quella di farla aggiudicare alla ditta Costanzo di Catania". E Giovanni Brusca: "Per volontà di Riina era stato stabilito che l'appalto andasse a Costanzo e Lodigiani".

A questo punto qualche domanda è d'obbligo: perché per la mafia era così importante quel terreno da non esitare a uccidere l'avvocato Ugo Triolo? Quello alla mafia quali subdoli affari andava a contrastare? Che cosa si cela dietro quel terreno?

Tanti interrogativi. Nessuna risposta: da ventidue anni soltanto mortificanti silenzi e sono silenzi che fanno male. Forse adesso il mistero sull'uccisione di Ugo Triolo e della mancata costruzione della diga di Piano Campo potrebbero essere svelati.

Esattamente un anno dopo la morte del vice pretore onorario di Prizzi, il 26 gennaio del '79, veniva assassinato il giornalista Mario Francese, che con i suoi articoli e le sue inchieste aveva denunciato quali affari la mafia faceva nella valle del Belice.

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