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Chi ha ucciso il professore?

ANTIMAFIA Duemila - Febbraio 2002

 

Chi ha ucciso il professore?

Rievocazioni - II 27 Ottobre 1979 veniva assassinato a Palermo Giuseppe Russo, consigliere comunale al Comune di Belmonte

di Giuseppe Francese

Palermo 27 ottobre 1979.

Giuseppe Russo, consigliere comunale al Comune di Belmonte è in compagnia di Italo Mazzola, ex deputato nazionale del PSIUP e segretario della FLM, sindacato dei metalmeccanici. I due sono appena usciti da un bar di via Leonardo Da Vinci a Palermo, a due passi dall'abitazione di Russo. Stanno camminando in direzione dell'auto di Russo quando due individui si avvicinano con passo deciso: "Professore Russo, chiama uno di loro. II professore non fa nemmeno il tempo a voltarsi: viene raggiunto da tre colpi di P.38, mentre il complice tiene sotto la minaccia di un revolver I'On.le Mazzola. Quindi la fuga a bordo di una "Ritmo" bianca dove ad attenderli c'è un terzo complice.

D'allora è mistero.

Ma chi era il professore Russo?

Ex maestro elementare in pensione, era stato segretario particolare di Giovanni Celauro quando questi presiedeva la Provincia Regionale di Palermo. Consigliere comunale al Comune di Belmonte; militava nella Democrazia Cristiana, fanfaniano, anche se pare che a Belmonte curasse gli interessi politici dell'On.le Mario Fasino, Assessore Regionale del Territorio e dell'Ambiente.

Russo vantava amicizie influenti anche tra gli investigatori. Tra questi il questore Angelo Mangano ed il colonnello Giuseppe Russo, due grandi investigatori che hanno dato un grosso contributo nella lotta alla mafia e che sono stati tra i primi ad intuire la pericolosità del gruppo emergente "corleonese", perseguendolo con tenacia. Per una curiosa quanto strana fatalità, il professore Russo aveva con loro qualcosa in comune: del primo l'aspetto fisico (ne era quasi il sosia), del secondo era omonimo. Con il colonnello Russo avrà purtroppo in comune anche il tragico destino (il colonnello Russo venne ucciso il 20.8.1977 nell'agguato di Ficuzza).

Le modalità e il luogo dove è avvenuto l'omicidio del professore Russo lasciano pochi dubbi: omicidio di mafia.

Russo è stato infatti assassinato in pieno giorno, davanti all'Assessorato Regionale Lavori Pubblici, nell'affollata via Leonardo Da Vinci (luogo dove appena un anno prima era stato spietatamente trucidato il boss di Riesi, Giuseppe Di Cristina).

La zona dell'agguato apparteneva al mandamento il cui capo indiscusso era Salvatore Inzerillo, uomo del gotha di "cosa nostra", nonché membro della commissione mafiosa.

Impossibile supporre che un omicidio avvenuto con siffatte modalità non sia stato voluto ed eseguito da 'cosa nostra'.

Dopo ventidue anni restano da capire i perché di questo omicidio.

Magistrati ed inquirenti avevano subito seguito la pista degli appalti pubblici: poi il nulla.

Forse Giuseppe Russo conosceva alcuni segreti del vorticoso giro degli appalti pubblici che se svelati potevano mettere a rischio qualcuno o un intero sistema?

Qualcosa di nuovo stava bollendo nel grosso calderone degli appalti e chi sapeva e non ci stava 'si bruciava"? Qualcuno temeva le influenti amicizie di Russo alle quali lo stesso potuto 'confidare' qualche segreto? Ho li ha svelati alla persona sbagliata?

Tante domande, ma ad oggi nessuna certezza.

Certo è che Russo qualche timore per la sua incolumità personale doveva pur averlo se è vero che andava in giro con una pistola Beretta cal. 7,65, arma che non gli è stata di nessuno aiuto nel momento a lui fatale.

II professore Russo è stato assassinato quando stava per dimettersi da Sindaco di Belmonte., l'avvocato Bruno, socialista. La candidatura di Russo a sindaco di Belmonte sembrava ormai certa. Ma da qualcuno forse non era gradita o addirittura temuta.

Russo è stato bloccato nel modo più tragico, In quei giorni era in corso di svolgimento il Convegno Nazionale della Democrazia Cristiana. Il giorno successivo all'omicidio Russo, il 28 ottobre 1979, a conclusione del Convegno, veniva esposta la linea politica dell'ala fanfaniana (area politica di appartenenza di Giuseppe Russo) che optava per una linea intransigente nei confronti dei PCI annunciando :" né solidarietà nazionale né confronto con il PCI" e allargava le intese con l'ala Dorotea, Morotea e Andreottiana della Democrazia Cristiana.

Ventidue lunghissimi anni dall'omicidio dei professore Giuseppe Russo; Ed è ancora un altro mistero.

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