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Premio Francese 2007 a Ranucci

Il premio Mario Francese all'inviato Sigfrido Ranucci

 

Consegnato il riconoscimento al giornalista di Rainews24

A Cefalù la cerimonia e tre iniziative dedicate alle "Voci di libertà"

Con un reportage sull'uso di armi chimiche a Fallujia, Sigfrido Ranucci si è aggiudicato il premio dedicato al cronista di giudiziaria ucciso dalla mafia nel 1979. Nella sezione tesi di laurea hanno vinto Salvatore Cataldo, Maria Teresa Camarda e Adriana Falsone. A consegnare il riconoscimento è stato Giulio Francese, figlio di Mario. Nell'ambito del concorso, l'Ordine di Sicilia ha anche organizzato una mostra sui giornalisti uccisi, un incontro con lo scrittore Vincenzo Consolo (nella foto assieme a Franco Nicastro) e un confronto con i ragazzi di "Addio pizzo".

>> SPECIALE DEDICATO A MARIO FRANCESE

Palermo. Inaugurata la mostra sul cronista di giudiziaria

>> Intitolata la Scuola di Giornalismo al cronista ucciso dalla mafia

Cronisti in erba nel nome di Francese

L'inaugurazione a 27 anni esatti dall'omicidio del giornalista del Giornale di Sicilia. "Questo è un anniversario non di tensione, ma di gioia, come non mi era mai successo", dice commosso Giulio Francese, il figlio di Mario. "Un esempio alto di eroismo che pagò con la vita la sua dedizione al lavoro", afferma il rettore Silvestri. Secondo il segretario dell'Ordine nazionale, Vittorio Roidi, "questa intitolazione non è solo bella e giusta, ma è anche una responsabilità, perché Mario si è giocato la pelle per cercare la verità". Il presidente dell'Odg siciliano, Franco Nicastro, ricorda con nostalgia "la capacità di andare dentro i fatti, come sapeva fare Francese" [vai all'articolo...]

A Carlo Lucarelli il Premio Francese 2004

"Onorato di riceverlo nella città di Sciascia"

lukeConferito allo scrittore e conduttore della trasmissione televisiva "Blu notte" il premio intestasto al cronista ucciso nel 1979. La cerimonia ha concluso il seminario che si è tenuto a Palermo e Racalmuto (introduzione ai lavori di Franco Nicastro). Nella motivazione, la commissione ha spiegato di avere "apprezzato l'impegno con cui è stata realizzata la puntata sulla mafia". La sezione tesi di laurea è stata assegnata a Gesualdo Nasca, Roberto Valguarnera e Giovanna Cucè

Giuseppe Francese nell'Albo Giornalisti

Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, informa il Consiglio della richiesta di iscrivere alla memoria, nell'albo dei pubblicisti, Giuseppe Francese...

In Ricordo di Giuseppe

In ricordo di Giuseppe- ore 21.30 "I Candelai" via Candelai Palermo. Musica, foto, presentazione del sito web, distribuzione del volume "Con i miei occhi"

Ansa 28/10/2002 Riina, Bagarella

(ANSA) - PALERMO, 28 OTT - Torna in appello l'uccisione del giornalista Mario Francese, eliminato 23 anni fa per le sue coraggiose inchieste sulla mafia. Il processo di secondo grado comincerà il 31 ottobre davanti alla corte presieduta da Vincenzo Oliveri. La sentenza è prevista per la prima metà di novembre. Sotto accusa sono Totò Riina e la cupola di Cosa nostra: tutti sono stati condannati a 30 anni con giudizio abbreviato. In un processo separato, celebrato con rito ordinario, è stato condannato all'ergastolo anche il boss Bernardo Provenzano.

La famiglia e il 'Giornale di Sicilià, di cui Francese era cronista giudiziario, si sono costituiti parte civile. Ma stavolta mancherà il figlio Giuseppe, che per oltre 20 anni si era impegnato a cercare le prove a carico della cupola, aveva lottato per ottenere la riapertura dell'inchiesta e aveva seguito passo per passo la vicenda giudiziaria. Giuseppe Francese aveva subito un trauma per l' assassinio del padre (aveva 12 anni all' epoca del delitto) dal quale non si è più ripreso. E alla fine, ottenuta la condanna dei boss, si è ucciso.

La sentenza di primo grado ha individuato in Leoluca Bagarella l'esecutore materiale dell'agguato. I mandanti, secondo la corte, furono Totò Riina, Francesco Madonia, Antonino Geraci, Giuseppe Farinella, Michele Greco e Pippo Calò. La cupola di Cosa nostra decise di punire un cronista, scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza di primo grado, dotato di una «straordinaria capacità di operare collegamenti tra i fatti di cronaca, di interpretarli con coraggiosa intelligenza e di tracciare così una ricostruzione di eccezionale chiarezza» sull' evoluzione di Cosa nostra. Era l' epoca in cui la mafia attuava una strategia di infiltrazione nel mondo della politica e degli appalti sostenuta da un feroce attacco alle istituzioni. (ANSA).

XNI

28-OTT-02 12:31 NNN

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