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Mario Francese, 34 anni dopo ricordo "vivo"

DUE SINDACI E UN MINISTRO
Mario Francese, 34 anni dopo. Una cerimonia semplice ma intensa, quella che si è celebrata per ricordare il sacrificio del giornalista ucciso dalla mafia la sera del 26 gennaio 1979. Una giornata da ricordare per la presenza di un ministro, quello per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi (visita privata ai familiari, nel pomeiggio) e di due sindaci, quello di Palermo, Orlando e quello di Corleone, Leoluchina Savona.

CORLEONE CHIEDE PERDONO
Dopo avere ospitato nella cittadina di Totò Riina la mostra su Mario Francese, il giornalista che per primo puntò il dito contro i "corleonesi"raccontandone l'ascesa, il sindaco di Corleone è voluto essere presente sul luogo in cui è caduto il cronista: "Corleone piange un giornalista che ha sacrificato la vita per raccontare la verità. Chiediamo perdono alla famiglia di Francese e a tutte le vittime della violenza mafiosa".

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La mostra su Mario Francese "conquista" Corleone

Sarà messa a dispozione delle scuole, degli studenti nati decenni dopo la sua morte per ricordare oltre il vincolo della memoria diretta. La mostra "Una vita in cronaca. Per rompere il silenzio", dedicata a Mario Francese, vittima dei corleonesi, rimarrà a Corleone fino al 26 gennaio, trentaquattresimo anniversario della morte del cronista del Giornale di Sicilia. La mostra, allestita nel centro della provincia di Palermo in occasione del "Festival della legalità in tour" organizzato per ricordare il ventennale dell'arresto di Riina, è stata infatti prorogata su richiesta delle scuole e del sindaco Lea Savona visto il grande successo ottenuto in questi giorni.

La mostra, che in 34 pannelli raccoglie le foto, gli articoli e la storia del giornalista ucciso da Leoluca Bagarella, questa settimana potrà essere visitata presso il complesso monumentale di Sant'Agostino, in via Sant'Agostino. "Il nostro obiettivo – spiega il sindaco di Corleone – è far conoscere a tutti la storia di Francese, un uomo giusto e con la schiena dritta che ha trovato la morte per aver fatto il suo dovere senza piegarsi. Dall'inaugurazione di domenica l'afflusso di gente venuta a visitarla è stato ininterrotto".

Successo per la mostra, ma anche – o forse soprattutto – valenza simbolica. Francese, infatti, fu il primo giornalista a mettere a fuoco l'ascesa dei corleonesi, il nuovo potere della "Ri.Sa." e la scalata criminale del proprietario di quest'impresa, il cui nome sta appunto per "Riina Salvatore". "Ma mio padre – afferma Giulio Francese, figlio del giornalista – era legato a Corleone per motivi affettivi: venivamo spesso qui in paese insieme e con lui, lungo queste strade, conservo ricordi meravigliosi".

Anche per questo Mario Francese non cadde nella tentazione di semplificare, generalizzando. "Nei suoi articoli – prosegue Giulio Francese, anima della fondazione che porta il nome del padre e del fratello Giuseppe, anch'egli vittima della mafia – non chiamava Riina e il suo clan 'corleonesi', ma 'liggiani'. Il giornalismo spesso porta a semplificare, ma così non si rende onore a un paese, Corleone, nel quale c'è anche molta gente sana". Quella gente che da domenica ha affollato la mostra. E che adesso ne ha voluto la proroga.

I Commissari Ue “scoprono” Mario Francese

Una delegazione dellaCommissione speciale del Parlamento Europeo sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio del denaro, presieduta dall’onorevole Sonia Alfano, a fine ottobre si è recata a Palermo e presso l’aula magna della Corte d’appello ha incontrato magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni antimafia, testimoni di giustizia e familiari delle vittime della mafia, per uno scambio di opinioni sulla lotta al crimine organizzato, per una analisi delle nuove emergenze e i nuovi scenari, con una mafia che ha esteso pericolosamente i suoi tentacoli in tutt’Italia e anche i oltre i confini nazionali.

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Premio Mario Francese 2012

Protagonista il giornalismo d'inchiesta

PALERMO - Una serata per ricordare Mario Francese e per celebrare quei giornalisti che continuano sulla scia di quel giornalismo di inchiesta che costò la vita al cronista ucciso da Cosa nostra nel 1979. La sedicesima edizione del Premio Mario Francese è andata in scena al Nuovo Montevergini di Palermo, nell’ambito del programma del Festival della Legalità.

IMG 3791-624x300Per l’edizione 2012 la scelta è caduta su Franco Oddo e Marina De Michele, rispettivamente direttore e vicedirettore de “La civetta di Minerva”, piccolo giornale siracusano – cartaceo e online – che, grazie alla caparbietà delle sue inchieste, ha approfondito e fatto emergere uno scandalo su possibili commistioni di interessi tra magistratura e avvocatura, sfociato nell’allontanamento da Siracusa, da parte del Csm, del procuratore della Repubblica e di un sostituto. Grandi applausi per i due giornalisti, che hanno ricordato le difficoltà nelle quali si sono dovuti muovere per portare avanti l’inchiesta. “Quest’anno abbiamo voluto premiare dei giornalisti che hanno fatto il loro mestiere con indagini documentate che non hanno guardato in faccia il potere”, ha detto sul palco il presidente dell’Ordine dei giornalisti Riccardo Arena. Nel consegnare il premio, Giulio Francese, figlio di Mario, ha sottolineato l’importanza della solidarietà verso i cronisti che si espongono: “Muore chi viene lasciato solo”, ha detto, ricordando la vicenda di suo padre.

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Torna a Palermo il Festival della Legalità

Sabato 6 ottobre alle 10, l'incontro-dibattito sarà organizzato nell'ambito dell'edizione 2012 del Premio "Mario Francese". Interverranno i giornalisti Lirio Abbate de "L'Espresso", Riccardo Lo Verso del mensile "S", Vincenzo Marannano del "Giornale di Sicilia", Antonio Fraschilla de "La Repubblica" e Stefania Petyx di "Striscia La Notizia". Modera il giornalista Claudio Reale. Al termine dell'incontro l'Ordine dei Giornalisti di Sicilia conferirà il tesserino alla memoria a Libero Grassi. Saranno presenti la vedova, Pina Maisano Grassi, e i ragazzi di Addiopizzo.

PALERMO- Otto giorni di dibattiti, incontri, mostre. Legati da un unico filo conduttore: la lotta a Cosa nostra e al malaffare. Si apre domenica 30 settembre, a Villa Filippina, la quinta edizione del Festival della Legalità, organizzato dall'associazione culturale Villa Filippina e dalla Zerotre con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della presidenza della Regione Siciliana e dell'Università degli Studi di Palermo e l'alto patrocinio del Parlamento Europeo.

E quest'anno il Festival ospita una novità: le sessioni pomeridiane, infatti, saranno dedicate alla prima edizione del "Festival della politica", con un ampio programma di approfondimenti dedicato alla Sicilia che verrà. Nel corso dell'iniziativa, organizzata in collaborazione con Confindustria Palermo, si terrà anche un confronto pubblico fra i candidati alla presidenza della Regione Siciliana. Il programma del Festival della Legalità.

Per il programma  clic su " Leggi tutto..."

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