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Uno spazio verde Mario Francese

Domenica 26 gennaio sarà ricordato il 35° anniversario dell’uccisione del giornalista Mario Francese, cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia. La cerimonia, organizzata dal Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italian, si svolgerà alle ore 9,30 in viale Campania,nel luogo in cui fu colpito dai killer “corleonesi” Francese, proprio di fronte alla sua abitazione.

 

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Mario Francese, una diga

“Sembra una metafora. Mario Francese diviene una diga, proprio come lo fu da giornalista: diga contro la disinformazione, la codardia, il doppio giuoco, la superficialità; diga per raccogliere la Verità, l'intelligenza, la buona fede. Tutto ciò senza divenire portatore occulto degli interessi di alcun inquirente. Il che rende Mario Francese la pietra esemplare e di paragone di chi avesse voglia d'essere giornalista e di chi, essendolo, avesse voglia di vederselo riconoscere”.

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La diga Garcia si chiamerà Mario Francese

Sarà intitolata a Mario Francese, il giornalista ucciso nel '79, la diga Garcia sul fiume Belice, per il cui rilancio la Regione è riuscita a sbloccare, nei giorni scorsi, dopo 15 anni, 40 milioni di euro di fondi statali. A giugno, con una cerimonia, la Regione dedicherà l'opera al cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, che sul grande affare della diga scrisse un'inchiesta a puntate. Intorno all'affaire Garcia Francese vide crescere e svilupparsi a suon di omicidi la mafia di Corleone e ne raccontò l'ascesa con pagine di grande cronaca, ricche di particolari. Fu il primo a capire e a raccontare, per esempio, che dietro la sigla di una misteriosa società, la Risa, si nascondeva Riina, pienamente coinvolto nella gestione dei subappalti per la costruzione dell'invaso.

Per ricordare Francese Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente, ha organizzato, partendo da Contessa Entellina, una camminata sulla sponda sinistra dell'invasione attraversando il bosco di Petraro fino al capanno di birdwatching dell’Ente gestore della Riserva Naturale Grotta di Entella, in collaborazione con il CAI Sicilia onlus. E in questa occasione ha lanciato ufficialmente la proposta di intitolare la diga al giornalista ucciso dai corleonesi. Proposta che ha trovato subito terreno ferile alla Regione.

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Premio a Giulio Francese nel nome del padre

E' stata celebrata sabato 25 maggio, a Lazzaro di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, la settima edizione del premio ''Societa' civile e cultura per la legalita''', manifestazione itinerante dell'Unione nazionale delle Pro-Loco, quest'anno voluta dal comune di Motta San Giovanni. La cerimonia è stata coordinata da Riccardo Giacoia, inviato del Tg1, alla presenza di personalità politiche internazionali, militari, magistrati. ''L'evento - ha detto Ida Cotrupi, della Pro-loco di Motta San Giovanni - vuole essere un segnale di cambiamento per un nuovo Mezzogiorno, dove la volontà di credere in un futuro diverso è un dovere verso le nuove generazioni''.

Numerosi i riconoscimenti, tutti intitolati a vittime della mafia.Tra i premiati, l'ambasciatore del Canada in Italia James Fox ed il ministro della Cooperazione internazionale della repubblica nordamericana Julian Fantino, ex capo della polizia di Toronto, di origini calabresi, a cui è stata conferita una targa in ricordo del capo della squadra mobile di Palermo Ninni Cassarà, assassinato dalla mafia il 3 agosto del 1985 a Palermo. ''Sono qui per onorare i caduti delle forze di polizia italiani - ha detto - che pagando con la vita hanno voluto mantenere alti i valori della legalita' e del vivere civile''.

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Cari Mario e Giuseppe...

Momenti molto toccanti a Bagheria nella giornata di celebrazioni in ricordo di Mario Francese ucciso il 26 gennaio di 34 anni fa a Palermo sotto casa. Autorità e cittadini lo hanno ricordato a Palermo di mattina, presente anche il sindaco di Corleone che ha rinnovato alla famiglia e a tutte le vittime della mafia la sua invocazione di perdono. Il momento religioso a partire dalle ore 18,30 nella chiesa San Giovanni Bosco celebrata da padre Michele Stabile. Grande commozione alla fine, quando una ragazza e un ragazzo hanno letto due lettere. La prima fa parte del gruppo giovanile parrocchiale che frequenta la "casa di Giuseppe" messa a disposizione della comunità di padre Stabile dalla famiglia Francese, l'altra è di uno studente della scuola media Tommaso Aiello, che ha letto in classe assieme ai suoi compagni il libro "Il quarto comandamento", di Francesca Barra, sulla vita e la morte di Mario e Giuseppe Francese e a quest'ultimo ha voluto manifestare la propria simpatia e il proprio affetto. Di seguito ecco i testi.

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