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Mario e Giuseppe: la mia tesi, il loro cuore

Pubblichiamo una riflessione di Luana Targia, ventiduenne di Bagheria, che ha pubblicato una bellissima tesi di laurea su "Mario e Giuseppe Francese, due esistenze legate dall'amore per la libertà". Un lavoro particolarmente apprezzata per la profondità delle argomentazioni e il viaggio introspettivo dentro le personalità di Mario e Giuseppe Francese, che ce li rende vivi e vicini.

Mario e Giuseppe Francese sono due persone che hanno fatto della ricerca della verità il proprio mestiere e l'essenza stessa della loro esistenza. Hanno dedicato la loro vita a scovare verità scomode e sepolte sotto tonnellate di indifferenza e cancellate da sguardi omertosi. Sono due eroi della libertà di stampa, il simbolo di una guerra che ancora oggi va avanti, a dispetto degli anni trascorsi.

Una guerra contro la censura, contro ogni forma di prevaricazione, contro l'ignoranza di concetti e leggi non scritte imposte, ma destinate a sparire, o almeno così si spera. Sono - non erano - due persone che ricordano quanto Palermo sia stata una città priva di memoria per anni, incapace di sostenere le idee che avrebbero dovuto camminare su altre gambe, come direbbe oggi il giudice Giovanni Falcone. Invece queste idee sono state scavalcate e calpestate da gambe violente, a volte ironicamente amichevoli. L'ironia sta nell'idea diffusa che il suo destino Mario Francese se lo fosse scelto da solo, “ che se la sia cercata ”, quindi meritevole di essere dimenticato nel breve di una pausa pranzo. [Leggi di seguito in Read more...]

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Premio Francese, i racconti degli studenti

Il Premio Mario Francese quest'anno presenta una novità, uno spazio dedicato alle scuole, coordinato dalle associazioni Libera e Uomini del Colorado. Un progetto che guarda con interesse all'evoluzione dei mezzi di comunicazione che ha trasformato il mondo dell'informazione rendendo i giovani sempre più protagonisti. E per dare più spazio al protagonismo dei giovani si è guardato con interesse al mondo della scuola, per cercare di dare voce alle nuove generazioni di reporters in erba e stimolare la loro partecipazione attiva attraverso contributi quali news, blog, social network, video, giornali scolastici, web radio e qualsiasi altra forma espressiva. L'idea di fondo quella di attivare, nel segno della lezione professionale e dell'esempio di Mario Francese, percorsi formativi all'interno degli istituti al fine di stimolare la curiosità dei ragazzi e la voglia di raccontare la realtà che li circonda. Il Premio Francese costituisce la "cornice" finale per dare risalto e massima valorizzazione al lavoro degli studenti.
Al progetto, partito quest'anno in via sperimentale, hanno aderito alcuni istituti palermitani. Il Liceo Classico Vittorio Emanuele II, il Liceo Scientifico Benedetto Croce, il Liceo Psicopedagocico Regina Margherita, il LIceo Classico Meli. Il tema: "La scuola, il quartiere".
I ragazzi hanno scelto soprattutto la formula del racconto, che ha permesso loro di  rappresentare attraverso gli occhi dell'Altro, le problematiche relative ai processi di integrazione/esclusione del quartiere storico di Ballarò, con i suoi odori, le sue sfumature, le contraddizioni, le mille problematiche (Un amore così grande, Ballarò e L'Arcobaleno dei valori); prodotti anche due articoli  ( I molti volti di Ballarò e Ballarò, tra rilancio culturale e degrado dilagante). Con questi lavori, coordinati da Valeria Salanitro, per l'Associazione "Libera", gli studenti coinvolti hanno fatto, da un lato, un lavoro di denuncia dei mali che affliggono il quartiere in cui risiedono le loro scuole e,  dall'altro, mostrato le bellezze e le potenzialità artistiche-patrimoniali di quest'area ricca di storia e di fascino che può avere ancora un grande futuro, nel segno dell'integrazione multietnica. Di seguito due racconti e due articoli scritti dagli studenti.
L'Arcobaleno dei valori  (racconto)
I molti volti di Ballarò  (articolo)

NOma, l’app per ricordare le vittime di mafia

Le strade di Palermo raccontano storie assordanti che abbiamo smesso di ascoltare. Tra cemento, traffico e incuria, Palermo racconta storie che ignoriamo e che abbiamo smesso di ricordare e che hanno segnato non solo la storia della Sicilia, ma dell'italia intera. Storie di giornalisti, poliziotti, magistrati, medici, gente comune che ha pagato con la vita per aver compiuto il proprio dovere. Eroi, loro malgrado. Cittadini normali che non si sono piegati alla paura e alle intimidazioni e che per questo sono stati uccisi dalla mafia. A rendergli onore, oggi, Noma -NO mafia- l'applicazione gratuita per smartphone e tablet che vi farà conoscere i nomi di quei padri, figli, fratelli, amici, e le loro storie e vi condurrà proprio su quei luoghi che a partire dagli anni '70 sono state teatro di così tanti e tristi delitti.

Organizzata in tre macrosezioni (Le storie, il progetto e Pizzo-free) l’app gratuita per smartphone e tablet iOS,Android Windows è una sorta di viaggio narrato in quelle esistenze.

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[continua...]

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Noi ragazzi di Assisi e l'esempio di Mario

Ecco una "riflessione" inviata a Giulio Francese dal presidio di Libera di Assisi, intitolato a Mario Francese, sull'incontro che si è svolto il 30 gennaio scorso nella città di San Francesco.
"Lo scorso venerdì noi del presidio Libera Assisi-Bastia "Mario Francese" ci siamo incontrati per la consueta riunione mensile e ci siamo trovati concordi nell'esprimere il piacere nell'aver fatto la conoscenza tua e della tua famiglia, condividendo con la comunità assisana la nostra scelta di camminare alla ricerca della verità e della giustizia sociale, seguendo le orme di tuo padre, ricordando.
L'incontro del 30 gennaio è stata un'occasione propizia per rinnovare la nostra scelta: ascoltando la storia di tuo padre, raccontata puntualmente da te, siamo entrati dentro all'esistenza di un uomo che ha deciso di non limitarsi alla scorza degli eventi.
Mario Francese ha deciso di essere spettatore attento ma anche attore attivo di una realtà della quale ha raccontato lo spettacolo al quale assisteva quotidianamente, con un silenzio di osservazione partecipe, del quale si ricordava scrupolosamente ogni personaggio, ogni scena. Come deve fare ogni operatore dell'informazione. E stiamo parlando dello "spettacolo" della mafia, vissuta per strada, ma che non si ferma solo lì; registi scrupolosi cambiano scenografie abilmente, registi che Mario Francese ha individuato e chiamato per nome, intuendo i cambi di scena, e raccontando in anticipo la storia di cui spesso è difficile ricomporre narrativamente la trama.

Racconti scomodi, pagati con la vita, e che, come ci hai raccontato, hanno caratterizzato la vita anche di tuo fratello, anche lui vittima delle scelte della mafia, che ha cercato con forza di contribuire nella costruzione della verità sulla storia di tuo padre.

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Libera ad Assisi si ispira a Mario Francese

Assisi la Città di San Francesco, il luogo simbolo della pace e della spiritualità, vede avvicinarsi i tentacoli perversi della criminalità che anche qui avrebbe fiutato il grande affare del turismo religioso e avrebbe cominciato a investire. Non ci sono più, si può dire, zone franche, impenetrabili per la criminalità ormai lanciata da tempo nel business senza confini. Dietro l'apparente facciata di attività lecite si nasconde il fiume di denaro sporco che rischia ora di inquinare perfino un'oasi come quella di questa cittadina nel cuore dell'Umbria che ha sempre fatto dell'accoglienza e della moderatezza la sua essenza, nel nome del suo celebre santo.

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