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Premio Francese, Formigli: fatti visti da vicino

“Vorrei partire dal mio viaggio rocambolesco, perché penso che l’inviato non possa perdere il contatto con la realtà, altrimenti si rompe un patto di serietà con il pubblico. E senza vedere le cose da vicino questo mestiere non sarei in grado di farlo”. Corrado Formigli ricorda così il reportage girato a Kobane, la città siriana assediata dall’Isis, con cui il giornalista e conduttore di Piazzapulita ha vinto la XVIII edizione del Premio giornalistico intitolato a Mario Francese, cronista giudiziario del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. La cerimonia, organizzata come ogni anno dall'Ordine dei giornalisti di Sicilia, in collaborazione con l’associazione Uomini del Colorado, si è svolta stamane nell’aula magna dell’antica sede del liceo scientifico Benedetto Croce, a Palermo, con la partecipazione di oltre 150 ragazzi dell'istituto diretto da Simonetta Calafiore.

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Formigli vince il Premio Francese

Il giornalista e conduttore di Piazzapulita Corrado Formigli è il vincitore della XVIII edizione del Premio giornalistico intitolato a Mario Francese, cronista giudiziario del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Impegnato da tempo sui fronti più esposti ai conflitti Formigli già nel 1998 si è distinto con un documentario sulla guerra in Algeria che ha ricevuto il riconoscimento del Premio Ilaria Alpi, confermato l’anno successivo per un reportage nel Sudafrica del dopo-apartheid e, anche durante le stagioni delle sue conduzioni di talk-show televisivi non si è mai rinchiuso negli studi televisivi, scegliendo di continuare a esercitare il suo mestiere di cronista in prima linea. 

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Mario e Giuseppe: la mia tesi, il loro cuore

Pubblichiamo una riflessione di Luana Targia, ventiduenne di Bagheria, che ha pubblicato una bellissima tesi di laurea su "Mario e Giuseppe Francese, due esistenze legate dall'amore per la libertà". Un lavoro particolarmente apprezzata per la profondità delle argomentazioni e il viaggio introspettivo dentro le personalità di Mario e Giuseppe Francese, che ce li rende vivi e vicini.

Mario e Giuseppe Francese sono due persone che hanno fatto della ricerca della verità il proprio mestiere e l'essenza stessa della loro esistenza. Hanno dedicato la loro vita a scovare verità scomode e sepolte sotto tonnellate di indifferenza e cancellate da sguardi omertosi. Sono due eroi della libertà di stampa, il simbolo di una guerra che ancora oggi va avanti, a dispetto degli anni trascorsi.

Una guerra contro la censura, contro ogni forma di prevaricazione, contro l'ignoranza di concetti e leggi non scritte imposte, ma destinate a sparire, o almeno così si spera. Sono - non erano - due persone che ricordano quanto Palermo sia stata una città priva di memoria per anni, incapace di sostenere le idee che avrebbero dovuto camminare su altre gambe, come direbbe oggi il giudice Giovanni Falcone. Invece queste idee sono state scavalcate e calpestate da gambe violente, a volte ironicamente amichevoli. L'ironia sta nell'idea diffusa che il suo destino Mario Francese se lo fosse scelto da solo, “ che se la sia cercata ”, quindi meritevole di essere dimenticato nel breve di una pausa pranzo. [Leggi di seguito in Read more...]

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Premio Francese, i racconti degli studenti

Il Premio Mario Francese quest'anno presenta una novità, uno spazio dedicato alle scuole, coordinato dalle associazioni Libera e Uomini del Colorado. Un progetto che guarda con interesse all'evoluzione dei mezzi di comunicazione che ha trasformato il mondo dell'informazione rendendo i giovani sempre più protagonisti. E per dare più spazio al protagonismo dei giovani si è guardato con interesse al mondo della scuola, per cercare di dare voce alle nuove generazioni di reporters in erba e stimolare la loro partecipazione attiva attraverso contributi quali news, blog, social network, video, giornali scolastici, web radio e qualsiasi altra forma espressiva. L'idea di fondo quella di attivare, nel segno della lezione professionale e dell'esempio di Mario Francese, percorsi formativi all'interno degli istituti al fine di stimolare la curiosità dei ragazzi e la voglia di raccontare la realtà che li circonda. Il Premio Francese costituisce la "cornice" finale per dare risalto e massima valorizzazione al lavoro degli studenti.
Al progetto, partito quest'anno in via sperimentale, hanno aderito alcuni istituti palermitani. Il Liceo Classico Vittorio Emanuele II, il Liceo Scientifico Benedetto Croce, il Liceo Psicopedagocico Regina Margherita, il LIceo Classico Meli. Il tema: "La scuola, il quartiere".
I ragazzi hanno scelto soprattutto la formula del racconto, che ha permesso loro di  rappresentare attraverso gli occhi dell'Altro, le problematiche relative ai processi di integrazione/esclusione del quartiere storico di Ballarò, con i suoi odori, le sue sfumature, le contraddizioni, le mille problematiche (Un amore così grande, Ballarò e L'Arcobaleno dei valori); prodotti anche due articoli  ( I molti volti di Ballarò e Ballarò, tra rilancio culturale e degrado dilagante). Con questi lavori, coordinati da Valeria Salanitro, per l'Associazione "Libera", gli studenti coinvolti hanno fatto, da un lato, un lavoro di denuncia dei mali che affliggono il quartiere in cui risiedono le loro scuole e,  dall'altro, mostrato le bellezze e le potenzialità artistiche-patrimoniali di quest'area ricca di storia e di fascino che può avere ancora un grande futuro, nel segno dell'integrazione multietnica. Di seguito due racconti e due articoli scritti dagli studenti.
L'Arcobaleno dei valori  (racconto)
I molti volti di Ballarò  (articolo)

NOma, l’app per ricordare le vittime di mafia

Le strade di Palermo raccontano storie assordanti che abbiamo smesso di ascoltare. Tra cemento, traffico e incuria, Palermo racconta storie che ignoriamo e che abbiamo smesso di ricordare e che hanno segnato non solo la storia della Sicilia, ma dell'italia intera. Storie di giornalisti, poliziotti, magistrati, medici, gente comune che ha pagato con la vita per aver compiuto il proprio dovere. Eroi, loro malgrado. Cittadini normali che non si sono piegati alla paura e alle intimidazioni e che per questo sono stati uccisi dalla mafia. A rendergli onore, oggi, Noma -NO mafia- l'applicazione gratuita per smartphone e tablet che vi farà conoscere i nomi di quei padri, figli, fratelli, amici, e le loro storie e vi condurrà proprio su quei luoghi che a partire dagli anni '70 sono state teatro di così tanti e tristi delitti.

Organizzata in tre macrosezioni (Le storie, il progetto e Pizzo-free) l’app gratuita per smartphone e tablet iOS,Android Windows è una sorta di viaggio narrato in quelle esistenze.

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[continua...]

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