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Venerdì 25 gennaio, la catena umana della scuola Pecoraro

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«Dimenticanza è sciagura, memoria è riscatto»: è una massima di Anneliese Knoop-Graf, che si sposa bene con lo spirito di chi ha intrapreso un'iniziativa in memoria di Mario Francese che riscrive in qualche maniera la storia delle commemorazioni a Palermo.

Oltre duecento ragazzi della scuola media Antonino Pecoraro, venerdì 25 gennaio 2019, hanno dato vita a una catena umana formatasi attorno alla targa di piazza Mario Francese. Gli studenti hanno letteralmente "abbracciato" la targa, disponendosi attorno a essa. 
Emozioni e suggestioni fortissime, malgrado la pioggia battente. Squarcia il silenzio Alessandro Rosselli, uno studente della Pecoraro che legge una lettera in cui parla di Mario Francese «modello di giornalismo investigativo, che si identifica talmente con il suo lavoro da accorrere sulla scena di un fatto di sangue anche se non è "in servizio". Il suo lavoro lo fa con passione, nonostante "tutto e tutti", nonostante gli ostacoli che incontra. Così vogliamo ricordarlo, noi ragazzi, come un esempio di cittadino che persegue il suo dovere con dedizione e ama la propria città».
Poi, un gruppo di ragazzi si distacca dalla catena umana, raggiunge il centro della piazza. Ciascuno porta un cartello, con su scritta una lettera: una "P", una "E", e via via otto lettere a formare la scritta "Per Mario". I cartelli vengono alzati al cielo, i ragazzi scandiscono il coro: "Per Mario", una seconda fila di studenti alza altri cartelli con la scritta #iostoconborrometi. È un corto circuito della storia, Palermo che grazie ai suoi ragazzi si sveglia di colpo, ritrova il senso della memoria, ricorda Mario Francese dopo anni di oblio, di "distrazioni" e dimenticanze. Un tam tam di messaggi che raggiunge subito Paolo Borrometi, che vive sotto scorta perché minacciato dalla mafia, che riceve la solidarietà e l'abbraccio della piazza palermitana. Una piazza che si presenta con una veste inedita, anche per quanto riguarda la presenza istituzionale, mai forte come quest'anno. Viene scoperta la targa di piazza Mario Francese, alla presenza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, del presidente della V commissione consiliare al Comune di Palermo Francesco Bertolino, dei rappresentanti della VI circoscrizione. 
 
Sempre nella mattinata del 25 gennaio l'inaugurazione della mostra dedicata a Mario Francese al No mafia memorial di corso Vittorio Emanuele 353. Oltre al sindaco, tra gli altri, presenti l'assessore Roberto Lagalla in rappresentanza del governo regionale, il direttore del Giornale di Sicilia Antonio Ardizzone, il vicedirettore del Giornale di Sicilia Marco Romano, il fondatore del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" Umberto Santino, il presidente del Centro studi "Pio La Torre" Vito Lo Monaco. E tante persone che si avvicinano all'organizzazione del premio, dal basso, chiedendo cosa possono fare, come possono mettersi a disposizione «anche solo per trasportare materiale». È il riconoscimento più concreto del senso di comunità creatosi attorno all'organizzazione e alle attività del Premio Mario e Giuseppe Francese, di una memoria tangibile che, per dirla con Anneliese Knoop-Graf, «è memoria ed è riscatto».

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