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Ricordati Mario e il suo coraggio

l senso di una vita, anzi di due. Quella di Mario Francese, assassinato dalla mafia 38 anni fa e quella del figlio Giuseppe, che ha speso tutta l’esistenza per ricostruire quel delitto e ricordare il padre. E’ l’attacco di un articolo del Giornale di Sicilia per presentare le manifestazioni in ricordo del 38° anniversario del vile assassinio del suo cronista di giudiziaria. Teatro viale Campania, dove l’Unci, l’Unione nazionale cronisti, ha dato appuntamento alla città per ricordare il suo sacrificio, che segna l’inizio dell’assalto dei corleonesi di Totò Riina a Palermo e alla Sicilia. Mario Francese e il figlio Giuseppe sono stati ricordati poco dopo a Bagheria (articolo a parte), a Monreale, con un convegno, e a Siracusa, città natale di Francese, con una commemorazione nel giardino che il comune gli ha dedicato, nei pressi della Casina Cuti, in piena zona archeologica.
Alla cerimonia in viale Campania erano presenti i familiari di Francese, la vedova Maria ed i figli Giulio e Massimo, il vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, il presidente del Gruppo siciliano dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, il presidente dell’Ordine regionale dei Giornalisti, Riccardo Arena, il presidente regionale dell’Assostampa, Giancarlo Macaluso, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro, il questore Guido Longo, i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, colonnello Antonio Di Stasio e generale Giancarlo Trotta, il capocentro della Dia di Palermo, colonnello Antonio Amoroso, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, il capitano Carmelo Raia della Capitaneria di porto, il tenente colonnello dell’Esercito, Virgilio Savarino, il giudice Claudia Turco per l’associazione nazionale magistrati. Presenti anche diversi giornalisti, residenti di viale Campania, amici e parenti della famiglia.

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Leone Zingales, sottolineando <l’impegno professionale> di Mario Francese ha aggiunto che il <coraggioso cronista non si è tirato indietro quando si è trattato di fare nomi e cognomi nei resoconti e nelle inchieste sugli affari e le alleanze tra mafiosi e apparati politico-imprenditoriali inquinati. Un grande cronista del quale sentiamo la mancanza a distanza di tanti anni>.

<Il sacrificio di Mario Francese – ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – non è stato vano. La città gli è riconoscente e le giovani generazioni stanno raccogliendo i frutti del suo lavoro e del suo coraggioso impegno>. Per il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttolilmondo, <Mario Francese è stato una figura eminente del giornalismo italiano. Un cronista d’altri tempi che svolgeva il proprio lavoro con meticolosità ed impegno. I giovani cronisti hanno molto da imparare dal giornalismo d’inchiesta che Mario Francese quotidianamente offriva ai suoi lettori>.

E’ stato ricordato che negli atti processuali si legge che “il movente del delitto Francese va ricercato nella sua attività professionale, nello straordinario impegno civile con cui egli ha compiuto una approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia verificatesi negli anni ‘70”. “Francese fu il primo ad intuire la pericolosità di un clan mafioso allora emergente, quello dei corleonesi. Oggi lo ricordiamo per il suo coraggio oltre che per la sua professionalità” ha detto il presidente dell’Assostampa siciliana, Giancarlo Macaluso.

Si è unito al ricordo, su Facebook, anche il presidente del Senato Pietro Grasso: “Mario Francese aveva commesso un 'grave errore': interessarsi con i suoi articoli dei Corleonesi e della loro nuova strategia mafiosa che guardava con grande interesse agli appalti. Lo ricordo bene - prosegue Grasso - con quel suo fare ironico si intratteneva da me in Procura cercando di carpire informazioni e raccontando quel che sentiva per le strade di Palermo. Nell'anniversario della sua morte voglio ricordare anche suo figlio Giuseppe. Sulle orme del padre divenne anche lui giornalista d'inchiesta per fare piena luce su quel che Mario aveva scoperto. Un anno dopo la sentenza di primo grado che condannava gli assassini di suo padre, si uccise, soffocato dal peso di un dolore indimenticabile. Ricordo entrambi per il loro coraggio, la loro passione e l'insopprimibile desiderio di verità che animò le loro vite”.

Francese è stato ricordato anche nella sua città natale, Siracusa. “E’ l’emblema della passione per il suo nobile lavoro nella consapevolezza che solo la virtuosa commistione con la religione della libertà può far far trionfare la verità. Le sue denunce non ammiccavano alla notorietà; erano precise e circostanziate, frutto di approfondimento e di studio, anche a costo dell’incolumità e della vita. Ha tracciato una strada coraggiosa che respinge il servilismo. Bisogna seguirla” ha detto l’assessore alla Legalità, Giovanni Sallicano, alla cerimonia di ricordo che i giornalisti siracusani tributano ogni anno a Francese e che si tiene nel giardino che il Comune gli ha intitolato nel 2014, nei pressi di Casina Cuti. Alla cerimonia, oltre ai giornalisti, hanno partecipato il prefetto, Armando Gradone e i rappresentanti delle forze dell’ordine: il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Luigi Grasso; la vicaria del questore, Giuseppina Agnello; il tenente colonnello Bruno Sgrò della Guardia di finanza. Assente per i postumi di una malattia Maria Francese, sorella di Mario, sempre presente a questi appuntamenti e che ha dato un importante contributo a tenere alta l’attenzione su un delitto che per alcuni anni sembrava finito nel dimenticatoio.

Il segretario provinciale dell’Associazione siciliana della stampa, Damiano Chiaramonte, ha tracciato la figura di Francese; poi il prefetto Gradone ha parlato del cronista siracusano come di un antesignano dell’inchiesta giornalistica sulla mafia, che ha contribuito ad approfondirne la conoscenze e, quindi, a combatterla meglio.“Ricordare Mario Francese ci permette di tenere alta l’attenzione sui tanti giornalisti che ancora vivono sotto scorta – ha dichiarato Chiaramonte – e sul fatto che oggi il vero pericolo per gli operatori dell’informazione arriva dalle pressioni che subiscono sul piano della precarietà contrattuale, economica e di agibilità sui luoghi di lavoro”. Il consigliere nazionale, Santo Gallo, è intervenuto in rappresentanza dell’Ordine dei giornalisti e Carmelo Maiorca, componente della segreteria provinciale dell’Assostampa, ha auspicato, nel nome di Francese, un evento per approfondire le questioni del giornalismo assieme alle istituzioni siracusane.

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