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Formigli vince il Premio Francese

Il giornalista e conduttore di Piazzapulita Corrado Formigli è il vincitore della XVIII edizione del Premio giornalistico intitolato a Mario Francese, cronista giudiziario del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Impegnato da tempo sui fronti più esposti ai conflitti Formigli già nel 1998 si è distinto con un documentario sulla guerra in Algeria che ha ricevuto il riconoscimento del Premio Ilaria Alpi, confermato l’anno successivo per un reportage nel Sudafrica del dopo-apartheid e, anche durante le stagioni delle sue conduzioni di talk-show televisivi non si è mai rinchiuso negli studi televisivi, scegliendo di continuare a esercitare il suo mestiere di cronista in prima linea. 

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Il Premio dedicato ai giovani giornalisti emergenti, in memoria di Giuseppe Francese, è stato invece assegnato al siracusano Saul Caia. Coniugando diversi linguaggi, dal video alla scrittura, il lavoro di Caia evidenzia la conoscenza dei nuovi strumenti di informazione che viaggiano sul web, ai quali affianca una spiccata coscienza per i temi ambientali, svelando le brutture e le devastazioni del territorio siciliano, con un lavoro di ricerca e di indagine approfondito. Altri riconoscimenti saranno assegnati pure alle redazioni di TvA e Antenna Sicilia, storiche emittenti televisive alle prese con la crisi economica.
L’appuntamento è per venerdì 11 marzo, con inizio alle 9,30: giunto alla XVIII edizione, il Premio, il cui tema quest’anno sarà “Dalle guerre alla libertà”, come ogni anno è organizzato dall’Ordine di Sicilia, assieme all’associazione “Uomini del Colorado”, il cui nome è ispirato al celebre saluto di Francese quando lasciava la redazione del Giornale di Sicilia. La cornice sarà l’aula magna dell’antica sede del liceo scientifico Benedetto Croce, in via Benfratelli, a Palermo, interamente adornata da affreschi del pittore Pietro Novelli.
Filo conduttore di questa edizione sarà il tema delle guerre, che trae ispirazione da un’inchiesta che Mario Francese scrisse, poco più che trentenne, per l’edizione del centenario del Giornale di Sicilia (giugno 1960). Attraverso i suoi ricordi giovanili e la ricostruzione basata su documenti d’epoca, testimonianze e articoli di giornale, Francese raccontò gli attacchi aerei sulla Sicilia del 1940-’43. Un documento storico straordinario, ma anche una testimonianza della vita di Francese, in cui l’esperienza privata e quella pubblica si fondono. Uno scritto in cui il giovane cronista coglie e descrive le paure delle famiglie, i disagi degli sfollati, le privazioni della povera gente e perfino alcuni fotogrammi dell’ansia del ragazzo che era lui stesso, trasferitosi da Siracusa a Palermo, dove studiò. Su queste esperienze è nato il libro “Quando avevamo la guerra in casa”, edito da Mohicani. Il volume, pubblicato a cura dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, è impreziosito da un saggio sulla guerra, scritto dal giornalista Mario Genco, e dalle fotografie gentilmente concesse dall’archivio dei Vigili del fuoco di Palermo.
Nel corso della manifestazione uno spazio sarà dedicato anche al progetto coordinato dall’associazione “Libera”, che ha coinvolto gli studenti di alcuni istituti palermitani nella produzione di testi scritti e video. Il progetto sarà illustrato da Carmelo Pollichino, di Libera Palermo, insieme con alcuni ragazzi che commenteranno i propri lavori. Sul palco salirà anche Luana Targia, studentessa universitaria che si è laureata con la tesi "Mario e Giuseppe Francese, due esistenze legate all'amore per la verità". Un lavoro che si sofferma soprattutto sulla vita di Giuseppe, ne ripercorre l’esperienza, la storia e la sua personalità. Tra gli ospiti quest’anno ci sarà inoltre il rapper palermitano Othelloman. Durante la manifestazione, presentata dai giornalisti Paola Pizzo e Salvo La Rosa, sarà ricordata la collega Cristiana Matano, prematuramente scomparsa a causa di una grave malattia, storico volto della testata televisiva Tgs. Nell’ambito della manifestazione si svolgerà pure una rappresentazione teatrale dell’associazione Uomini del Colorado, durante la quale Silvia Francese, nipote di Mario, e l’attore Salvo Piparo, reciteranno brani teatrali, alcuni dei quali tratti dal libro di Francese. A conclusione della giornata,  il dibattito moderato dai giornalisti Felice Cavallaro e Gaetano Savatteri, componenti della giuria del Premio.

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