Utilizzo dei cookies

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi in questo documento.

Decrease font size Default font size Increase font size

sale1mf

sale3news

Giuseppe306x150rit

Libera ad Assisi si ispira a Mario Francese

Assisi la Città di San Francesco, il luogo simbolo della pace e della spiritualità, vede avvicinarsi i tentacoli perversi della criminalità che anche qui avrebbe fiutato il grande affare del turismo religioso e avrebbe cominciato a investire. Non ci sono più, si può dire, zone franche, impenetrabili per la criminalità ormai lanciata da tempo nel business senza confini. Dietro l'apparente facciata di attività lecite si nasconde il fiume di denaro sporco che rischia ora di inquinare perfino un'oasi come quella di questa cittadina nel cuore dell'Umbria che ha sempre fatto dell'accoglienza e della moderatezza la sua essenza, nel nome del suo celebre santo.


Ed è da questa "fortezza" dello spirito che da un po' di tempo si sono drizzate le antenne di un gruppo di giovani volenterosi, decisi a non fare attecchire la malapianta dell'illecito e a fare da sentinelle del territorio. Hanno costituito un presidio sotto le insegne di Libera e lo hanno intitolato a una vittima della mafia. Hanno scelto un giornalista, un siciliano doc come Mario Francese, ucciso davanti casa a Palermo, dai "corleonesi" di Totò Riina e Provenzano, il 26 gennaio 1979.
Perchè questa scelta del presidio Libera della Valle Umbra? Perchè Francese fu il "giornalista che raccontò la mafia" recita il manifesto della cerimonia d'apertura che si è svolta il pomeriggio del 30 gennaio nella Sala della Conciliazione del Palazzo Comunale di Assisi, alla presenza di Giulio Francese, figlio di Mario, pure lui giornalista.. In sala nessun politico, ma un pubblico, seppure non folto, assai attento. Mario Francese, "una delle menti più lucide del giornalismo siciliano", sottolineano nella loro introduzione i ragazzi della web radio GEL del Convitto nazionale di Assisi, capace di vedere e di raccontare, prima di tutti gli altri, gli affari, i protagonisti e la pericolosa ascesa della mafia di Riina, che portò all'attacco frontale per la conquista di Palermo e del comando di Cosa nostra. Una strategia del terrore che fu scatenata a partire dal 1979, proprio con l'uccisione di Mario Francese che aprì la lunga stagione dei delitti eccellenti.
I meriti e la personalità di Mario Francese sono stati ricordati nel corso del dibattito in sala, seguito alla proiezione di un video fornito da Giulio Francese. Sullo schermo scorrono le immagini di una vecchia intervista tv in bianco e nero a Mario Francese, si seguono con attenzione le sue analisi, in tempi non sospetti, sui corleonesi, sulle alleanze che portano alla crescita del loro potere e del loro prestigio. Poi il racconto di alcuni protagonisti dell'informazione sui silenzi del delitto Francese, sulla vicenda giudiziaria che prende una svolta decisiva 20 anni dopo il delitto, con l'apertura di un processo che porta alla condanna della "cupola" mafiosa, restituendo, sottolinea Giulio, "quella dignità umana e professionale" che per troppo tempo erano state negate,incomprensibilmente, al padre. Sono momenti di riflessione ma anche di commozione, quando Giulio parla di Giuseppe, il più piccolo dei fratelli, che alla fine del processo per il quale aveva svolto un ruolo attivo e importante, si è suicidato. Non solo Mario, dunque, ma la storia di una famiglia spezzata dalla violenza mafiosa, che ha pagato a caro prezzo il proprio impegno per avere verità e giustizia.
Giulio Francese si è dunque soffermato sul valore della memoria, sulla lezione e l'esempio di coraggio e di impegno che ci lasciano uomini come suo padre e le tante, troppe, vittime innocenti di Cosa nostra che rappresentano "motivo di orgoglio e fierezza per i siciliani e l'Italia tutta".
A chiusura della serata padre Tonio Dell'Olio e Walter Cardinali, coordinatore regionale di Libera Umbria, hanno parlato del rischio di infiltrazioni in Umbria, da parte della mafia, intesa non solo come famiglie criminali ma anche come presenza sempre più diffusa di un sistema di complicità e reti di rapporti, a garanzia di privilegi e interessi comuni, che non agisce nell'interesse della società. E un video dei ragazzi della web radio Gel, con alcune interviste fatte ad Assisi a commercianti che fanno spalluce e dicono di farsi i fatti propri, fanno capire come ci sia un lungo lavoro da fare. Anche nelle scuole. E in una scuola, a Santa Maria degli Angeli, l'Industriale Marco Polo, Giulio Francese ha incontrato gli studenti, che gli hanno posto molte domande sul padre.

Search

facebook-icon twitter-icon google-plus-icon

legalita logo sito 152x50

 logo liberapalermo
liberapalermo

libera

Solidariao

ossigeno

App Noma

udc1

www.webzoom.it by Nino Pillitteri