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Francese, 37 anni dopo

Un altro anniversario, una manifestazione a Palermo per ricordare il sacrificio di Mario Francese, giornalista del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia a Palermo la sera del 26 gennaio 1979 a pochi passi dalla sua abitazione.
La cerimonia, organizzata dal Gruppo siciliano dell'Unione nazionale cronisti italiani , si è svolta davanti alla lapide fatta collocare dieci anni fa proprio dall'Unci, in viale Campania nel punto esatto dove fu ucciso. Numerosi i presenti alla cerimonia, autorità, magistrati, forze dell'ordine, giornalisti, cittadini comuni. Erano presenti, tra gli altri, il prefetto Antonella De Miro, l'assessore del Comune di Palermo, Francesco Maria Raimondo (che ha sistemato davanti alla lapide un cuscino di fiori a nome della municipalità palermitana) il vice-presidente nazionale dell'Unci, Leone Zingales, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, il comandante regionale dell'esercito, generale Alessandro Veltri, il questore Guido Longo, i comandanti provinciali di Arma dei carabinieri e Guardia di finanza, colonnello Giuseppe De Riggi, e generale Giancarlo Trotta, il capocentro della Dia, colonnello Riccardo Sciuto. Presenti anche il presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti, Riccardo Arena, ed il vice-segretario regionale dell'Assostampa, Massimo Bellomo, il condirettore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi, ed i componenti del consiglio direttivo dell'Unci Sicilia Daniele Ditta, Antonella Romano, Giuseppe Lo Bianco ed Ernesto Scevoli. [...]

 


"Mario Francese - ha sottolineato Leone Zingales, vice-presidente nazionale dell'Unci - era un giornalista di razza. Un vero segugio degli uffici giudiziari. L'intera categoria con la sua tragica morte ha perso un faro, un vero esempio di serietà e professionalità”.“Il nostro Mario, titolava il giornale il giorno dopo l’uccisione di Francese - ha ricordato il presidente regionale dell'Unci, Andrea Tuttoilmondo -. Ed è partendo da quel ‘nostro’, da quel ‘comune denominatore’ che rappresenta il suo grande esempio per ciascuno di noi, che siamo chiamati ad onorare il suo ricordo. Facendo della memoria patrimonio condiviso, e terreno fertile per il dialogo e il confronto”.

Per il presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti, Riccardo Arena, “Mario Francese rappresenta una pietra miliare per le giovani generazioni, in relazione al suo modo di fare giornalismo in un periodo in cui scrivere certe cose costituiva un pericolo”.
Giulio Francese, figlio di Mario, ha ringraziato i presenti per la partecipazazione alla cerimonia, “che non ritengo affatto rituale, anche perché per una lapide come questa e una cerimonia come questa che ricordasse il sacrificio di una persona valorosa come papà abbiamo dovuto attendere 27 anni. La mia speranza – ha continuato – è che il ricordo diventi memoria viva per i palermitani, perché mio padre e le tante vittime innocenti di Cosa nostra rappresentano un esempio e possono essere motivo di vanto e di orgoglio per i siciliani onesti”. Il prefetto di Palermo, Antonella De Miro, ha sottolineato che “le ferite lasciate nell’anima da quei barbari omicidi, non sono soltanto le ferite di parenti e stretti congiunti di quelle vittime, ma sono ferite nell’anima di ciascuno di noi”.
Il sindaco ha fatto pervenire un messaggio:“Mario Francese – afferma Leoluca Orlando - era un uomo ed un professionista libero che ha mostrato quanto importante sia l'impegno di tutti e di ciascuno, quale che sia la sua formazione ideologica e quale che sia il suo impegno professionale. Le stragi di mafia sono di fatto cominciate nel '79, proprio con l'assassinio di Mario Francese e sono terminate nel settembre del '93 con l'uccisione di Padre Pino Puglisi, a testimonianza del fatto che libertà di informazione e lavoro formativo rivolto ai giovani sono entrambi pericolosi per la mafia". L'assessore comunale al Verde, Raimondo, presente alla manifestazione in rappresentanza del Comune, ha sottolineato che Mario Francese "è ancora oggi un netto esempio di libertà e professionalità per tutti i giornalisti e per tutti quei cittadini che ogni giorno, con il rispetto del lavoro e della cultura per la legalità, combattono ogni forma di criminalità”. Raimondo ha poi sottolineato che i luoghi della memoria meritano più rispetto e si è impegnato a migliorare lo spazio verde di Viale Campania intitolato a Francese, che da maggio, ha assicurato, ospiterà un roseto.

Un'altra cerimonia si è svolta a Siracusa, città natale di Mario Francese, sdavanti alla lapide che ricorda il cronista.