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La diga Garcia si chiamerà Mario Francese

Sarà intitolata a Mario Francese, il giornalista ucciso nel '79, la diga Garcia sul fiume Belice, per il cui rilancio la Regione è riuscita a sbloccare, nei giorni scorsi, dopo 15 anni, 40 milioni di euro di fondi statali. A giugno, con una cerimonia, la Regione dedicherà l'opera al cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, che sul grande affare della diga scrisse un'inchiesta a puntate. Intorno all'affaire Garcia Francese vide crescere e svilupparsi a suon di omicidi la mafia di Corleone e ne raccontò l'ascesa con pagine di grande cronaca, ricche di particolari. Fu il primo a capire e a raccontare, per esempio, che dietro la sigla di una misteriosa società, la Risa, si nascondeva Riina, pienamente coinvolto nella gestione dei subappalti per la costruzione dell'invaso.

Per ricordare Francese Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente, ha organizzato, partendo da Contessa Entellina, una camminata sulla sponda sinistra dell'invasione attraversando il bosco di Petraro fino al capanno di birdwatching dell’Ente gestore della Riserva Naturale Grotta di Entella, in collaborazione con il CAI Sicilia onlus. E in questa occasione ha lanciato ufficialmente la proposta di intitolare la diga al giornalista ucciso dai corleonesi. Proposta che ha trovato subito terreno ferile alla Regione.

«Abbiamo accolto la proposta di Legambiente - spiega Dario Cartabellotta, assessore regionale all'Agricoltura - per dare un giusto riconoscimento al giornalista che con le sue inchieste rivelò gli oscuri intrecci nascosti dietro l'opera". Zanna, nel lanciare la sua proposta, ha ricordato l'inchiesta sulla diga Garcia scritta da Mario Francese. "Un’inchiesta dettagliata - ha sottolineato il direttore regionale di Legambiente - circostanziata, piena di riferimenti puntuali, di fatti, di nomi e cognomi. La diga è l’ordito intorno al quale tese una trama fitta di personaggi, avvenimenti luoghi, indagini, testimonianze, rapimenti, assassini, appalti, burocrazia, mafia e politica. Il 26 gennaio 1979, di sera, i killer della mafia aspettarono Mario Francese sotto casa e lo uccisero con cinque pallottole". Zanna ha anche ricordato alcuni passaggi dell'inchiesta di Francese, come questo. "Gli attentati, i morti ammazzati di Roccamena e Corleone, gli scomparsi del “circondario nero” e, forse, anche qualche clamoroso sequestro hanno pubblicizzato l’inizio dei lavori per la costruzione della grande diga Garcia. Un serbatoio, sul Belìce sinistro, di una capacità di 100 milioni di metri cubi al massimo invaso, di cui 20 milioni riservati alla laminazione delle piene e 60 milioni per uso irriguo e potabile. Un’opera che è stata definita “faraonica” e che, in dieci anni, comporterà una spesa di oltre 324 miliardi di lire non poteva lasciare indifferenti le grosse organizzazioni mafiose di centri tradizionali come Corleone, Monreale, Roccamena”. “Questa è la storia della costruzione della diga Garcia, – sottolinea Zanna – un pezzo della nostra terrificante e tragica storia siciliana. Ed è proprio per non dimenticare che lanciamo la proposta di intitolare la diga a Mario Francese”.

Pienamente d'accordo si dice l'assessore regionale alle Risorse Agricole e Alimentari, Dario Cartabellotta. “Ritengo questa iniziativa importante e meritoria. La memoria non deve essere perduta – sottolinea l’Assessore –. In quel territorio particolarmente violentato dalla mafia, il nome di Mario Francese deve diventare simbolo della Sicilia che si ribella e combatte ogni giorno la cultura ed il potere della criminalità organizzata”. Apprezzamento e condivisione per l’iniziativa anche dal Commissario Straordinario del Consorzio di bonifica 2 Palermo, Giuseppe Dimino, attuale gestore della diga Garcia.

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