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Mario Francese, 34 anni dopo ricordo "vivo"

DUE SINDACI E UN MINISTRO
Mario Francese, 34 anni dopo. Una cerimonia semplice ma intensa, quella che si è celebrata per ricordare il sacrificio del giornalista ucciso dalla mafia la sera del 26 gennaio 1979. Una giornata da ricordare per la presenza di un ministro, quello per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi (visita privata ai familiari, nel pomeiggio) e di due sindaci, quello di Palermo, Orlando e quello di Corleone, Leoluchina Savona.

CORLEONE CHIEDE PERDONO
Dopo avere ospitato nella cittadina di Totò Riina la mostra su Mario Francese, il giornalista che per primo puntò il dito contro i "corleonesi"raccontandone l'ascesa, il sindaco di Corleone è voluto essere presente sul luogo in cui è caduto il cronista: "Corleone piange un giornalista che ha sacrificato la vita per raccontare la verità. Chiediamo perdono alla famiglia di Francese e a tutte le vittime della violenza mafiosa".

CERIMONIA IN VIALE CAMPANIA
La cerimonia, nella mattinata, davanti alla lapide in viale Campania che ricorda il delitto, è stata organizzata dal Gruppo siciliano dell'Unci-Unione nazionale cronisti italiani. Attorno alla vedova, Maria Sagona, e ai figli Giulio, Fabio e Massimo si sono stretti oltre ai due sindaci anche l'assessore comunale all'Ambiente Giuseppe Barbera, i vertici delle forze dell'ordine, il presidente dell'Ordine regionale dei Giornalisti, Riccardo Arena, il segretario provinciale dell'Assostampa, Roberto Ginex, il direttore del Giornale di Sicilia Antonio Ardizzone e molti cronisti che non hanno voluto mancare all'appuntamento.
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MARIO, RICORDO SEMPRE VIVO
"Il ricordo di Mario Francese è sempre vivo e lo resterà per sempre. E non soltanto nel cuore dei palermitani ma di tutti gli italiani - ha detto Leone Zingales, presidente dell'Unci Sicilia, organizzatore dell'evento -. Francese era un cronista di razza che svolgeva il suo lavoro con passione, con la "schiena dritta", senza guardare in faccia a nessuno".

UN FILO ROSSO DA FRANCESE A PADRE PUGLISI
Per il sindaco Leoluca Orlando "Mario Francese era un uomo ed un professionista libero che ha mostrato quanto importante sia l'impegno di tutti e di ciascuno". Orlando ha parlato di un unico "filo rosso" dal delitto Francese al dopo stragi, al delitto di Padre Puglisi. "Le stragi di mafia – ha sottolineato il sindaco di Palermo - sono di fatto cominciate nel 1979, proprio con l'assassinio di Francese e si sono concluse il 15 settembre 1993 con l'uccisione di Padre Pino Puglisi, a testimonianza del fatto che libertà di informazione e lavoro formativo rivolto ai giovani sono entrambi pericolosi per la mafia".

I RINGRAZIAMENTI DELLA FAMIGLIA
Giulio Francese, giornalista anche lui, a nome della famiglia ha ringraziato le autorità, le forze dell'ordine e i cittadini presenti alla manifestazione, i due sindaci intervenuti ("Erano molti anni – ha sottolineato – che qui non se ne vedeva uno"), l'Unione cronisti e il suo presidente regionale Leone Zingales per l'importante e costante impegno, sul fronte della memoria, al fianco della famiglia Francese.

SPAZIO VERDE MARIO FRANCESE
Giulio Francese ha poi manifestato un grazie particolare all'assessore all'Ambiente Giuseppe Barbera per il restyling dell'aiuola di viale Campania che ospita la lapide in ricordo di Mario Francese. "L'assessore ha accolto un mio desiderio ed è stato di parola. E' importante che un'amministrazione sappia mantenere gli impegni, a partire dalla piccole cose perché è facendo bene le piccole cose che si può guardare avanti, sperando in un vero cambiamento, più profondo". Il Comune ha piantumato cespugli e fiori intorno alla lapide di Francese. Ma tra un mese, hanno assicurato sia Orlando che Barbera, l'intera aiuola di viale Campania "rinascerà" e si chiamerà "Spazio verde Mario Francese". Saranno il Comune ed il dipartimento "ville e giardini" a curare l'intera area verde.

IL RICORDO DEI GIORNALISTI
"I cronisti italiani - ha ribaditto il presidente nazionale dell'Unci, Guido Columba - oggi ricordano Mario Francese, giornalista attento, scrupoloso, coraggioso. La sua figura sia da esempio per i giovani cronisti e le giovani generazioni in generale>.

Mario Francese, cronista di "giudiziaria" e di "nera" del Giornale di Sicilia, fu ucciso la sera del 26 gennaio 1979 mentre rincasava. I killer mafiosi del clan dei "corleonesi" lo attendevano in viale Campania. Fu ucciso a colpi di pistola dopo che aveva posteggiato la sua automobile e si apprestava a raggiungere il portone del palazzo in cui abitava. Negli anni '90, grazie anche al lavoro di ricerca svolto dal più piccolo dei suoi quattro figli, Giuseppe (morto suicida successivamente), i magistrati della Procura di Palermo ricostruirono tutta la vicenda. Furono condannati dopo quasi un quarto di secolo dall'evento Riina, Provenzano, il killer Leoluca Bagarella e mezza "cupola".
IL SACRIFICIO DI GIUSEPPE
Ma probabilmente l'inchiesta non sarebbe stata riaperta, non ci sarebbe stato un processo e probabilmente Mario Francese oggi sarebbe un morto dimenticato, senza la forza, l'impegno, la determinazione, il coraggio di suo figlio Giuseppe, morto a 35 anni. Giuseppe e Mario Francese sono ormai un'unica cosa. L'ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso sottolinea come Giuseppe vada considerato oggi il nono giornalista vittima della mafia in Sicilia. Di Giuseppe si è parlato nella cerimonia mattutina in viale Campania, ma anche nel pomeriggio, sempre sul luogo che ricorda il delitto del padre, con il ministro Riccardi che vi si è voluto recare, in visita privata, per rendere il suo omaggio. Momenti di grande commozione quando Giulio Francese ha regalato una copia del libro "Il quarto comandamento", scritto da Francesca Barra, che racconta le vite e i destini incrociati di Mario e Giuseppe, l'incubo senza fine della famiglia Francese". Particolarmente emozionato il ministro, che della tragedia del piccolo di casa Francese non sapeva nulla e ha voluto conoscere più in dettaglio la storia di Giuseppe.
CARI MARIO E GIUSEPPE...
Momenti di commozione anche durante e al termine delle messa di suffragio che, come ormai avviene da molti anni, la famiglia Francese tiene a celebrare a Bagheria assieme alla comunità parrocchiale San Giovanni Bosco di padre Michele Stabile. A lui hanno affidato la "casa di Giuseppe" per promuovere attività per i giovani e i giovani che quella casa frequentano hanno voluto manifestare il loro affetto per due figure forti come quelle di Mario e Giuseppe Francese, leggendo in chiesa due belle lettere a loro rivolte: "Cari Mario e Giuseppe, in questa casa abbiamo imparato a conoscervi. Grazie agli educatori e al nostro parroco cerchia modi crescere, portando dentro di noi la vostra testimonianza per la verità e la giustizia. E per questo cammineremo sempre a testa alta e a schiena dritta..."
L'OMAGGIO DI SONIA ALFANO
Tra le voci che si sono levate in ricordo di Mario Francese quella di Sonia Alfano, anche lei figlia di un giornalista ucciso, Beppe Alfano, caduto anche lui a gennaio, a Barcellona Pozzo di Gotto. E lì, con una grande mobilitazione, pochi giorni fa, ne è stato ricordato, 20 anni dopo, il generoso sacrificio. Sonia Alfano, attualmente presidente della Commissione Antimafia Europea e dell'Associazione Nazionale familiari vittime di mafia, ha voluto sottolineare che "Mario Francese è ancora oggi, a distanza di 34 anni dal suo assassinio, un esempio di coerenza e coraggio. Lui, giornalista che fece dell'inchiesta la sua ragione di vita, ucciso per avere portato fino in fondo le sue idee, senza fermarsi nemmeno davanti ai ricatti e alle minacce. I giovani cronisti di oggi dovrebbero conoscere la sua storia e imparare dal suo esempio".

"Custodire la memoria di Mario Francese - continua l'on. Alfano - come di tutte le vittime innocenti della mafia, è importantissimo. Di più, è l'unico modo per non vanificare il loro sacrificio. Ecco perchè risuona come una beffa insopportabile e vergognosa la chiusura, per mancanza dei requisiti minimi richiesti, della scuola di Giornalismo dell'Università di Palermo dedicata qualche anno fa proprio a Mario Francese. Anche questo è memoria".

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